I gatti e la cucina

Da pochi giorni sta scoppiando la polemica mediatica, sulle dichiarazioni fatte in una nota trasmissione televisiva della Rai, “La prova del cuoco”.

Nella puntata di mercoledi 10 febbraio 2010 il noto esperto di cucina e di vecchie tradizioni culinarie, Beppe Bigazzi, spiega come cucinare il gatto in umido, o meglio, ricorda le vecchie usanze della Val d’Arno, che nel giorno del giovedi grasso si usava mangiare il gatto. Ma tutto questo avveniva negli anni ’30/’40, come poi ha precisato nei giorni precedenti.

Ad oggi il noto esperto è stato sospeso dalla Rai, e dalla trasmissione televisiva, in attesa di sentenza definitiva, per le dichiarazioni fatte.

Ovviamente io sono stato molto sorpreso dalla notizia, e “conoscendolo”, ho pensato subito che non ha di certo incitato ad ucciderli e a mangiarli, ma come tutti ben sapete moltissimi anni fa si mangiavano davvero, come del resto molti proverbi liguri e vicentini ce lo ricordano; senza parlare che purtroppo al giorno d’oggi nei paesi orientali si mangiano tutt’ora.

Al momento il motivo delle violazioni, come ricorda in una nota il sottosegretario della salute Francesca Martini sono quelli in cui i gatti “sono animali d’affezione tutelati dalla legge 281 del 1991 che nell’articolo 1 comma 1 recita: Lo Stato promuove e disciplina la tutela degli animali di affezione, condanna gli atti di crudeltà contro di essi, i maltrattamenti e il loro abbandono, al fine di favorire la corretta convivenza tra uomo e animale e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente. Inoltre la Convenzione europea di Strasburgo per la protezione degli animali da compagnia reca norme particolarmente severe per la loro protezione. La magnificazione della bontà della carne felina e l’incoraggiamento al suo consumo, tantopiù in una trasmissione di grande ascolto rappresentano l’esaltazione di un fatto di reato, poiché tale condotta è di per sé idonea all’imitazione”.

Bigazzi ha poi precisato che “‘negli anni ’30 e ’40 come tutti gli abitanti della Val d’Arno a febbraio si mangiava il gatto al posto del coniglio, cosi’ come c’era chi mangiava il pollo e chi non avendo niente andava a caccia di funghi e tartufi non ancora cibi di lusso. Del resto liguri e vicentini facevano altrettanto e i proverbi ce lo ricordano. Questo non vuol dire mangiare oggi la carne di gatto, ho solo rievocato usanze. Ho parlato del giovedi’ grasso di un proverbio delle mie parti. A berlingaccio – il carnevale in dialetto ndr – chi non ha ciccia ammazza il gatto. Evidentemente qualcuno ha voluto capire che ho invitato a mangiare carne di gatto, ma e’ follia”.

Insomma, detto tutto questo mi spiace davvero che sia stato sospeso, e ciò non vuol dire che pure io istighi alla violenza sugli animali, ma per chi conosce la cucina e le tradizioni ci “poteva stare solo una risata”

5 comments on “I gatti e la cucina

  • teresa ha detto:

    “cara RAI”,ecco un’ennesima delusione!avete mandato via anche il carissimo e stimatissimo Beppe Bigazzi.non mangerei mai un gatto(non mangio nemmeno i conigli)ma mi sembra che avete esagerato nel mandar via Beppe!ha solo detto una verita’(purtroppo)del nostro Paese!e non solo.I gatti si,sono animali da compagnia,ma a questo punto non dobbiamo pui’ mangiar carne perche’ ormai anche i maiali,iconigli,gli uccelli e i piu’ impensabili animali sono diventati da compagnia.si vuole far pagare a Beppe quello che di nascosto,ma a saputa di tutti,succede in Italia e nel mondo!non e’ giusto,non siamo ipocriti!ricordo che un po’ di anni fa’ si parlava che alcuni ristoratori poco onesti,servivano gatti per conigli.spero,ma ho bubbi,che non sia ancora cosi.e cosa ne dite dei ristoranti etnici nel nostro paese?che mangiano davvero di tutto?di questo gli animalisti non dicono nulla?be’devo dire che sono molto delusa e amareggiata e per quanto riguarda la prova del cuoco dopo 9 anni non la guardero’ piu’!ci avete portato via Antonella e Beppe!purtroppo ho gia’ pagato il canone rai per quest’anno ma,dal prossimo anno non lo paghero’ piu’! oscuratemi pure il canale,non pago un servizio che non mi soddisfa!

  • Daniele ha detto:

    @Teresa, grazie per il commento e concordo su quello che hai detto… la tua rabbia la “capisco” benissimo. Ora attendiamo tutti con ansia su come proseguirà questa vicenda, ma spero che il caro Beppe torni presto in trasmissione.

  • lagioi ha detto:

    Ciao Daniele!! 😀
    Anche io sono rimasta allibita sulla decisione della Rai.
    La mia mamma raccontava che in tempo di guerra quel che si poteva, tutto si mangiava, compresi i gatti.
    Ma per questo non li ha amati e coccolati quando sul piatto riusciva a mettere altro, tipo conigli, uccellini, polli, maiali ecc. che a casa nostra convivevano tutti insieme ed ognuno di loro aveva il suo nome.
    Ovvio che ci si affeziona anche ad un maiale grande e grosso, ma è costume che poi del maiale non si butti niente e tutto, compreso le orecchie e il sangue, veniva mangiato.
    Anche se per noi, lui per un anno, si è chiamato Poldo.

  • Daniele ha detto:

    @Gioi, ciao 🙂 e grazie per la tua osservazzione, che in effetti concordo pienamente. In effetti è sempre stato così ma purtroppo in tv ci si scandalizza per due parole sui gatti e magari è routine vedere altre scene “orribili”, magari vallette mezze nude o litigi nei reality 🙂

  • Marino ha detto:

    Ode al gatto – Di Pablo Neruda
    Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano
    si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono néi, grazia, volo. Il
    gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente
    rifinito, cammina solo e sa quello che vuole.

    L’uomo vuol essere pesce e uccello, il serpente vorrebbe avere le ali, il
    cane è un leone spaesato, l’ingegnere vuol essere poeta, la mosca studia per
    rondine, il poeta cerca di imitare la mosca, ma il gatto vuole solo esser
    gatto ed ogni gatto è gatto dai baffi alla coda, dal fiuto al topo vivo,
    dalla notte fino ai suoi occhi d’oro.
    P.S
    Bigazzi : sono disponibile a cucinarlo in umido ed offrire la pietanza al mio felino!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.